 Re: Tra Incudine E Martello
allora, visto che hai postato questo intervento nella sezione "Personaggi --> Silvio Berlusconi" credo sia utile puntare l'attenzione proprio sulla figura del Cavaliere piuttosto che sugli equilibri della vita politica.
Che questo governo sia politicamente già finito (lo si capisce chiaramente non solo dai risultati delle amministrative e dai sondaggi sulla credibilità del governo, ma anche dalla stasi del Parlamento e dalle continue divisioni all'interno della maggioranza) credo sia un dato di fatto e su questo non perderei altro tempo, ma anzi da qui partirei per le successive analisi.
lo spirito che porta (porterà) Berlusconi a salire al Quirinale a riferire a Napolitano circa la necessità di nuove soluzioni è proprio la sua posizione di leader dell'opposizione, ovvero di portavoce "ufficiale" di quei 23.500 elettori in meno rispetto al centrosinistra che gli hanno affidato il compito di creare soluzioni alternative al governo Prodi e che oggi ne chiedono a gran voce l'allontanamento da Palazzo Chigi
chiariamoci: Berlusconi NON TRAE NESSUN VANTAGGIO DAL COLLOQUIO CON NAPOLITANO, NE' AVREBBE MAI VOLUTO ORGANIZZARLO. Se la crisi di questa sinistra ha permesso al centrodestra di guadagnare mediamente il 9% dei consensi nei primi 12 mesi di governo, a Berlusconi farebbe comodo un altro anno e mezzo di "beato fancazzismo": così, nel 2009, (percepita la pensione) si può tranquillamente andare a votare e fare il pieno dei voti (Mastella, imbrigliato nel governo fino al 2009 appunto non avrebbe modo di stringere alleanze con Casini per il grande centro e l'UDC tornerebbe sotto l'ala protettrice del Cavaliere). In quel caso Berlusconi otterrebbe un plebiscito (di cui queste amministrative sarebbero solo un preludio) e tornerebbe a Palazzo Chigi per altri 5 anni.
Tutto Rose e fiori. Se non fosse che questa è la politica dei cadreghisti. E a me questa politica fa cagare
E Berlusconi (sul quale tutto si è detto e tutto si può dire) non è certo un cadreghista
Quella del Cavaliere è una sfida contro l'accusa di "assenteismo" che la sinistra (ma anche qualcuno al centro) potrebbe portare avanti nella prossima campagna elettorale se il leader dell'opposizione fosse stato davvero ad aspettare che gli eventi accedessero senza mai intervenire. Questo attacco alla figura del self-made-man nuocerebbe gravemente a Berlusconi (parlando in termini di voti) e quindi è da evitare a tutti i costi. Anche rischiando di lasciarsi qualche pezzo di coalizione alle spalle.
Se, come ha più volte ripetuto l'UDC, la Casa delle Libertà è un'esperienza ormai conclusa, questo è certamente il momento di ricercare nuove alleanze e nuovi equilibri. E si sa bene che è proprio in questo momento che deve emergere la figura del Leader. Se Casini continua a ripetere (ormai da sei mesi) che il governo va battuto in Senato (salvo poi tenerlo in vita sul rifinanziamento) e non con la propaganda, Berlusconi deve contrapporre a queste PAROLE dei FATTI CONCRETI. DELLE PROVE DI FORZA RISCHIOSE MA INEQUIVOCABILI. come ho già detto la scelta di andare da Napolitano è totalmente inutile in partenza (Napolitano non prenderà neanche in considerazione l'idea di sciogliere le Camere), ma serve per ridisegnare la gerarchia di un centrodestra che a un anno dalla non-sconfitta alle politiche vive oggi uno dei suoi momenti costitutivi più importanti. E il futuro - almeno per i prossimi due o tre anni - sarà targato ancora Silvio Berlusconi.
Dico questo perchè al richiamo di Silvio di salire al Quirinale (una scelta difficile da compiere per tutti i leader di partito) hanno fatto eco le conferme di Bossi e Fini nel giro di qualche ora. Senza vertici di opposizione o quant'altro. Casini una posizione del genere se la sogna. Fini ha definitivamente scelto di seguire Berlusconi per poi potergli succedere alla guida della nuova destra italiana. E se Casini si chiamerà fuori da questo progetto ho paura che imboccherà la strada del suicidio politico
CONCLUDO
lo spauracchio delle elezioni anticipate non esiste prechè semplicemente non esiste la possibilità che Napolitano sciolga le Camere in seguito ad un colloquio con il capo dell'opposizione. Il governo Prodi quando cadrà (perchè cadrà) cadrà in aula, al Senato, per mano di esponenti della sua stessa maggioranza (come già avvenuto il 21 febbraio)
Invocando un governo tecnico Berlusconi farebbe una sorta di strike: la sua credibilità come politico crescerebbe soprattutto tra le persone un po' più esperte di politica (quelle che normalmente sono critiche nei confronti dell'imprenditore-della-politica), costringerebbe l'UDC al riaggancio (perchè le posizioni politiche risulterebbero comuni) e screditerebbe la figura di Casini (che vuole a sua volta un governo tecnico ma che non ha seguito il Cavaliere quando questo si è recato dal Capo dello Stato a chiedere la stessa cosa che vuole in centrista). Da tutto questo la figura di Berlusconi risulterebbe rafforzata. Certo, c'è il problema della Lega a cui invece conviene andare al voto subito, ma come al solito Silvio e Umberto sapranno trovare il modo di risolvere al meglio la questione con qualche promessa per il futuro.
POST CHILOMETRICO E CONFUSO. CAPITO QUALCOSA???
|