La lettera
"Ho rassegnato le definitive ed irrevocabili dimissioni dal comando generale della guardia di finanza direttamente al capo dello Stato, che è al di sopra del governo, rappresenta la Nazione ed è il capo delle Forze Armate, nell’interesse della guardia di finanza, del Paese, e perché non intendo più collaborare al servizio di questo governo" dice Speciale. "Sei mesi fa - ricorda il generale - ho rifiutato il prestigioso incarico di consigliere alla Corte dei Conti e oggi rifiuto il comando generale della guardia di finanza nel quale ero stato reintegrato a pieno titolo con la sentenza del Tar. L’unica vera finalità del mio ricorso era quella di avere restituito l’onore di cui ero stato spogliato in maniera inaccettabile e ingiusta. Questo riscatto vale più di qualunque somma di danaro. Non mi aspetto senso di gratitudine, questo è l’ultimo atto da militare".
Mai pensato di tornare nella Gdf "Non ho mai pensato di tornare alla guida della Guardia di Finanza. Il mio non è stato un colpo di scena, ma un gesto ponderato". Il Tar del Lazio - ha detto ancora Speciale - mi ha restituito con immediatezza il comando generale della Gdf. Voglio dimostrare - ha aggiunto l’ex comandante generale delle Fiamme gialle - che non sono legato a nessuna poltrona. La mia onorabilità è stata certificata a piene lettere dai giudici e io sono ampiamente soddisfatto, non ho bisogno di altre ricompense. Ora sono in pensione, poi si vedrà". E a proposito del suo futuro professionale Speciale annuncia: "Ci sono progetti che sto accarezzando e siccome sono abituato a meditare moltissimo sulle cose che faccio e se sarà il momento mi farò sentire".
Ennesima super batosta per Frodi e Schioppettino e ovviamente a tutta la sinistra, vedremo questa pagliacciata di ricorso che faranno... Sono proprio dei poveri dementi madonna santa prega per loro...
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Comunista è chi legge Marx e Lenin. Anticomunista è chi li capisce.
Dicono che ci siano due posti dove il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno, e all'inferno, dove c'è l'hanno già.
Ronald Reagan
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