 Re: Quando Pannella Stava Con Silvio E Odiava Prodi...
da: capezzonefanclub.blogspot.com
O Capezzone, mio Capezzone!
Il 4 luglio Daniele Capezzone lancia il suo network.E il direttore di Radio Radicale, a quanto si può apprendere dal Foglio odierno, gli ha levato la conduzione della rassegna stampa radiofonica della domenica mattina. Il motivo? Capezzone -lamenta Massimo Bordin- non partecipa alle riunioni del Comitato nazionale radicale e negli stessi giorni del prossimo comitato fonderà un nuovo movimento contro i radicali. Una accusa di diserzione e frazionismo bella e buona. Ma la condanna, ammesso e non concesso che giusta sia, non dovrebbe provenire dal partito invece che dalla radio? Eppoi, visto che del nuovo network non si sa ancora nulla, non è che si siamo di fronte ad un processo -anzi ad una condanna- alle intenzioni, in palese contraddizione con quel garantismo che è il DNA ed il sangue dei radicali? Ma non basta, perchè Bordin contesta anche le dichiarazioni di Capezzone circa la necessità di superare tutti i partiti compreso quello radicale. Maddai, ma se è una vita che Pannella e i radicali affermano detta necessità, tanto da insistere su un sistema elettorale uninominale all'americana che farebbe immediatamente scomparire il partito dalle schede elettorali e dal parlamento! Peccato che anche Massimo Bordin, del quale apprezzo ogni mattina la bella rassegna stampa, abbia inteso aderire alla guerra preventiva di Marco Panella contro Daniele Capezzone. Peccato davvero. Anche perchè, come dichiara lo stesso direttore di Radio radicale al Foglio, l'analisi e la lettura della situazione politica di Daniele non è affatto diversa da quella dei radicali. Anzi, c'è di più, perchè Capezzone è ancora radicale. Ma sta qui il punto. Lo sono ancora anche Pannella, Bonino, Cappato e Bordin? O il virus del leninismo ha definitivamente abbandonato i veltroni e i d'alema e sta cercando di accasarsi in via di Torre Argentina?Urge aspirina. Assieme ad una mentina per rischiarare la voce, sempre più rauca, del bravo, seppur -come scopriamo ora- un po' crudele, direttore di Radio Radicale.
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