Berlusconi: «Un solo simbolo per Fi e An»
«Si chiamerà Popolo della libertà. Spero che l'Udc sia con noi»
MILANO - Trattative in corso nei due Poli per valutare alleanze e strategie in vista delle prossime elezioni: Berlusconi riceve Fini a Palazzo Grazioli per definire la nuova lista unitaria del centrodestra; sul versante opposto, il Pd incontra i leader della Cosa Rossa su un (ormai impossibile) accordo in vista delle elezioni. «Con la sinistra non è stato un divorzio ma una separazione consensuale» ha spiegato il numero due del Pd, Dario Franceschini, al termine del vertice.
POPOLO DELLE LIBERTA' - Sul fronte della Cdl, è bastata una notte e le voci di una svolta nel centrodestra hanno trovato conferma. Prima ha parlato il deputato di An Ignazio La Russa (la lista Fi-An? «Non è voce di stampa, è vero» ha asserito), poi è sceso in campo Silvio Berlusconi, che ha precisato: «Non solo Fi e An, il progetto è aperto anche all'Udc e agli altri partiti più piccoli» ha precisato il Cavaliere a Maurizio Belpietro su Canale 5. Quanto alla Lega, «per la sua posizione di partito territoriale, radicato in una certa parte del Nord soprattutto, si federerà con il Popolo della libertà, dentro il Popolo della libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc, e tutti i rappresentanti dei raggruppamenti più piccoli che vorranno unirsi a noi». L'inziativa non è una reazione alla corsa solitaria del Pd, ha tenuto a precisare Berlusconi: «È il progetto del Popolo della Libertà, non c'è nessuna contromossa da parte mia», ha osservato il leader azzurro».
SIMBOLO UNICO - Un listone unico dunque con un solo simbolo: «Non ci sarà né il simbolo di Forza Italia, né il simbolo di An, ci sarà il Popolo della libertà» in cui «ci sarà subito l'unione di un gruppo parlamentare unico» ha annunciato l'ex premier . «Sentirò il presidente Fini e il presidente Bossi entro oggi - ha proseguito il Cavaliere- per definire i vari particolari. Quanto alla composizione di un eventuale governo di centrodestra, «c'è una legge che vale per tutti: ci saranno 12 ministri e il totale tra ministri, viceministri e sottosegretari dovrà arrivare a 60 unità» ha sottolineato Berlusconi. L'ex premier ha poi annunciato l'intenzione di presentare un provvedimento che preveda «il dimezzamento del numero dei dei parlamentari».
CDL SPACCATA - L'ipotesi di un listone unico del centrodestra ha però spaccato la Cdl. Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha detto che se le cose stessero così, l'Udc correrà sa sola, seppure sempre nell'ambito della coalizione: «L'Udc intende rimanere nel centrodestra con una sua autonomia. Niente lista unica del Pdl, dunque, ma uno schema che prevede il collegamento elettorale e di programma, così come farà la Lega Nord». Anche il leghista Roberto Maroni bolla il progetto come «un errore». Mentre sull'apertura del listone unico ai partiti più piccoli annunciata da Berlusconi, Rocco Buttiglione distingue: «I fascisti no. Non ce l'ho con Storace che è stato ministro con me nel governo e ha fatto una sua revisione, ma dico no a liste di destra fascista» ha escluso perentorio il presidente dell'Udc a Sky Tg24. Che però ha aggiunto: «Sarei molto, molto perplesso a entrare in una lista unica. Anzi, non ci entrerei proprio». Ma l'esponente centrista non chiude del tutto la porta al Cavaliere: «Essere alleati alla lista unica credo proprio che sia possibile. Mi sembra molto ragionevole».
LE VOCI DELLA VIGILIA - L'ipotesi di una svolta nel centrodestra era stata suggerita al Cavaliere da Fini (leggi il retroscena) che aveva invocato «una coalizione «il più possibile semplificata» per le prossime elezioni, sulla spinta della marcia solitaria del Pd che ha avuto ieri l’avallo del gruppo dirigente. E proprio ieri Berlusconi ha impresso un'accelerazione al progetto che oggi dovrebbe essere definito in un faccia a faccia con Fini in corso a Palazzo Grazioli. Uno scenario prefigurato da Giuliano Ferrara nel suo «Otto e mezzo» in confronto con il direttore del Corriere, Paolo Mieli e del Sole 24 Ore, De Bortoli.




















