
[PDL] Primo Vertice Di Maggioranza
da: Il Giornale
Roma - "Ci saranno momenti difficili, servirà un forte rinnovamento per fare le riforme necessarie che avranno anche contenuti di impopolarità". Silvio Berlusconi, al termine del vertice con i leader di Pdl, Lega e Mpa a Palazzo Grazioli parla così della nuova esperienza di governo che attende la coalizione di centrodestra dopo la vittoria alle ultime elezioni politiche.
"I ministri? Li nomina il Capo dello Stato" "Mi sono spinto già troppo avanti sui nomi - spiega il Cavaliere - la Costituzione italiana prevede che sia il Capo dello Stato a nominare i ministri su proposta del presidente del Consiglio: io non sono ancora presidente del Consiglio". Berlusconi ha solo confermato che nell’esecutivo "ci saranno quattro donne".
"Meglio se lasceranno le camere" Berlusconi si mostra favorevole all’ipotesi che coloro che ricopriranno incarichi di governo nel suo prossimo esecutivo si dimettano da senatore o da deputato. "Ci sono diverse opportunità a questo riguardo per permettere ad alcuni candidati che non sono stati eletti" di entrare in parlamento. Per il Cavaliere non sarà "un’imposizione tassativa, ma il suggerimento di una possibilità per chi fa parte del governo in modo da dare anche ad altri la possibilità di entrare".
"Nessuna regione sarà penalizzata" "Con Umberto Bossi ci sarà identità di vedute su tutti i provvedimenti governativi. Non ci sarà nessuna regione ad essere penalizzata, ci sarà un federalismo solidale", dice Berlusconi parlando del programma del prossimo esecutivo.
Tecnici a Palazzo Chigi "Se in qualche materia c’è qualcuno di particolarmente esperto - rivela il Cavaliere - anche se non strettamente parte del nostro schieramento, non avremmo nessuna difficoltà ad averlo con noi".
Ponte sullo Stretto "Il cantiere per lo stretto del Ponte di Messina può riaprire in fretta. Ho cominciato a interessarmi al dossier - rivela Berlusconi - già da stanotte e non lo avevo fatto prima solo per questioni scaramantiche".
Premier e politica estera A chi gli chiede se siano vere le voci che parlano di un suo interim per i primi mesi di governo alla Farnesina, Berlusconi si limita a rispondere che "il presidente del Consiglio è un protagonista della politica estera. Ci siamo trovati benissimo io e Gianfranco Fini - ricorda - e lavorando insieme abbiamo aumentato la credibilità e il rispetto per il nostro Paese. Già in questi giorni i colleghi hanno assistito alle numerose telefonate che mi sono state rivolte da capi di stato e premier internazionali. Credo di aver fissato già un ventina di incontri".
Modello Sarkozy A chi gli domanda se nel prossimo esecutivo potranno trovare spazio anche esponenti dello schieramento opposto, secondo quello che gli viene presentato come il "modello Sarkozy", il Cavaliere risponde: "C’è il modello che abbiamo fatto prima noi indicando personalità, per esempio Giuliano Amato, ad importanti incarichi internazionali" ricordando inoltre l’ok al ruolo di Amato alla Convenzione europea. "Non avremo nessuna difficoltà, per il bene del Paese, ad avere con noi" personalità di questo genere.
Più poteri alla Bce Il Cavaliere rilancia l’idea di attribuire alla Banca centrale europea un mandato che non si limiti al controllo dell’inflazione al 2%. "Credo che per la Banca centrale europea oltre che i poteri di controllo dell’inflazione serva un ampliamento delle funzioni. Da determinare con decisione corale".
Roma, appello a elettori Udc e Destra "Per noi è importante avere la guida della capitale, perché non crediamo che la parte politica che ha causato il male possa essere protagonista della guarigione e sappiamo che cambierebbe il sindaco ma la squadra sarebbe la stessa". Berlusconi lancia un appello al 'voto utile' al ballottaggio rivolgendosi direttamente agli elettori di Udc e Destra: "non potranno consentire il prevalere della sinistra" nel ballottaggio al Comune di Roma e in quello per la Provincia.
Libano, nuove regole d'ingaggio L’Italia rivedrà le regole di ingaggio del proprio contingente impegnato in Libano con le forze multinazionali. "Ho sentito il presidente del Libano - fa sapere il leader del Pdl -. Ho garantito continuità e attenzione alla situazione del Libano e il nostro sostegno alla democrazia di quel Paese con responsabilità. Riesamineremo le regole di ingaggio delle nostre forze armate per la situazione dei nostri militari, abbastanza particolare, ovvero che non hanno possibilità di reazione davanti ai fatti in cui si trovano".
Bossi accelera: "Tempi troppo lunghi" "Non abbiamo combinato niente. Finché non si fanno i nomi, prima di fare l’elenco completo, passano secoli". Lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, al termine di un incontro con i vertici del Carroccio al gruppo di Montecitorio. "Me ne torno al Nord, verrà qualcun altro al posto mio. È una questione di metodo e bisogna partire dalle cose semplici".