Alla fine ce lhanno fatta. Il progetto del PD, come ci hanno insegnato, dalle lontane origini, arrivato a un punto di svolta. Se agli albori dellestate si temeva il patatrac a causa dei danni di questo governo, il deus ex machina con gli occhialini e lo sguardo docile ha saputo ricostruire negli elettori moderati del centrosinistra quel poco di fiducia necessario a portarli a votare. E non importa se il consenso del governo cade sempre pi a picco, alla nuova sinistra interessava questa giornata di partecipazione. E alla fine ce lhanno fatta. Circa tre milioni di cittadini (e non) si sono alzati di buon ora, hanno aspettato pazientemente dietro le chilometriche file e hanno messo la croce l dove la TV aveva detto loro di metterla. E non una sola volta, ma anche due, tre, quattro.. addirittura cinque volte secondo una denuncia de Il Giornale. Ma questo a me non importa pi di tanto. Non stato certo grazie a qualche centinaio di voti in pi che Veltroni ha raggiunto il 75%. Questo un risultato che affonda le sue radici in una voglia di rinnovamento globale del panorama politico italiano. E poco male se Veltroni ha decenni di esperienza politica alle spalle; il sogno di quelli che ieri sono andati a votare (ma anche il mio, a dire la verit) quello di vedere un grosso partito di centro-sinistra che, reciso il filo di amore/odio che da troppo tempo lo tiene legato alla componente massimalista, possa confrontarsi (notare: non ho scritto combattere) con un grosso partito di centrodestra, magari lontano dalle componenti troppo nere. Complimenti dunque a Rosy Bindi, Enrico Letta e soprattutto ad Adinolfi e Gawronsky, chiamati a coniugare la componente democratica della manifestazione e complimenti a Walter Veltroni che ora segretario del pi grande partito di governo.
Ripeto, su queste elezioni primarie si pu dire di tutto, a partire dalla impietosa presenza televisiva dei quattro candidati minori, per poi passare allattenzione dei media e della cupola solo verso il Sindaco di Roma, citando anche le denunce di irregolarit che sono arrivate da molti seggi e concludendo con la totale inutilit di questa tornata elettorale dai risultati (e forse anche dalle schede) gi scritti. Il fatto che questo davvero un passo in avanti verso quel bipolarismo che da noi ha ancora troppo di utopico. E lo dico per fare un po di autocritica in casa nostra! Questi sono riusciti in sei mesi a organizzare una nuova macchina incassa-voti essendo a capo del peggior governo della storia repubblicana; sono riusciti, con un uomo nuovo, a ridare fiducia a molti elettori assopiti fino a spingerli ad andare a votare. Sono riusciti a chiudere lesperienza del governo Prodi prima ancora che questo avvenga in Parlamento.
E noi? Noi abbiamo un partito che sfiora oggi il 35% dei voti (ben al si sopra delle pi rosee proiezioni per il PD), guidato da un uomo che, grazie o nonostante ci che ha fatto in passato, gode dellapprezzamento del 60% degli elettori. Abbiamo pi di due milioni di cittadini pronti a bissare lesperienza del 2 dicembre. Abbiamo anche un scolaro che studia da leader e che laltro ieri ha trascinato per le strade di Roma mezzo milione di manifestanti. Abbiamo lopportunit di fare un nuovo centrodestra, forse quello che Berlusconi sognava nel 1994 ma che, per vari motivi, non ancora riuscito a realizzare. Abbiamo lopportunit di fare il Partito delle Libert e di riprenderci prepotentemente il posto che ci spetta. Ma per qualche motivo, che si chiami Brambilla o Casini, Storace o Cesa, alle parole non seguono i fatti. Da ieri Matteoli e La Russa bussano incessantemente alla porta di Berlusconi chiedendogli di fare subito la federazione (una coalizione in cui le decisioni si prendono a maggioranza, e dove la minoranza accetta le decisioni prese collegialmente). Ma sembra che Berlusconi non sia in casa. Dicono che ultimamente il Cavaliere sia sempre in giro, che resti ore e ore a camminare nei corridoi di Palazzo Madama con tante promesse in tasca e una lista di delusi a cui cercare di venderle (e non chiamateli Giuda, se questi non fanno pi parte dellUnione). Benissimo, daltronde in qualche modo Prodi bisogna mandarlo a casa. Ma, caro Silvio, mandaci qualcun altro a pensare a queste cose! Tu stai a casa! Il tuo obiettivo semplice, fonderti con AN e federarti con la Lega. E tornare a guidare il Paese. Dicono che, con la legge elettorale proporzionale su modello spagnolo, Berlusconi e Fini rasenterebbero da soli la maggioranza assoluta, senza partitini n reggicalze.
Ma torniamo a noi: in qualche modo il sistema politico italiano cambiato. Il processo ormai irreversibile, o cos si spera. E da noi presto lo capiranno. Ma ora non ridiamoci in faccia: a sinistra adesso c un governo con il 23% di apprezzamento, un Premier malvoluto dal 60% dei cittadini e senza un partito alle spalle e un Segretario che ha raccolto 2.250.000 voti pieni di speranza che rischia di giocarsi il futuro allombra del Professore e delle malefatte del suo esecutivo. E anche nel loro interesse non perdere questa ondata di entusiasmo. Quindi, da bravi politici (tanto per smentire Grillo) comportatevi come tali. Prendete atto del volere dei cittadini e mettetevi a discutere le modifiche alla legge elettorali. E poi, da bravi, tutti a votare! Altro giro, altra corsa! Veltroni contro Berlusconi. Ancora Berlusconi, perch il cambio va fatto mentre il centrodestra al governo.
Al voto! Al voto! Come chiede Berlusconi, come chiede Fini e come vuole Veltroni.
E come minacciano i non-pi-senatori-unionisti Manzione & Bordon. Ah, c da credergli! Perch? Dicono che i due abbiano accettato caramelle dagli estranei nei corridoi di Palazzo Madama.
Al voto! Al voto! Come chiedono gli italiani..
















