da: Repubblica.it
Il 7 giugno gli Stati generali e incontro con Prodi su "tesoretto" e Dpef
Ministri e segretari di Rc, Pdci, Verdi e Sd: "Più collegialità in queste decisioni"
Nasce la Sinistra alternativa
Con il Pd, è il secondo polo della maggioranza
Il nuovo gruppo, ancora in cerca di un nome, porta con sè circa 150 parlamentari
Giordano: "Siamo già oltre il pd". Mussi: "Un processo politico irreversibile"
ROMA - Il nome "Cosa Rossa" non va bene perché "Cosa" è dimostrato che porta male. E "rossa" non è corretto perché allora dovrebbe essere come minimo rosso-verde visto che i Verdi ci sono dentro mani, piedi e anima. Insomma, il nome ancora non è deciso. E' un fatto però - e di quelli da segnare con circoletto rosso - che stamani la sinistra radicale, quella parte dell'Unione che non è entrata nel Partito democratico, ha riunito segretari e capigruppo per "accelerare il processo di unità" e "decidere insieme" le prossime mosse all'interno della maggioranza di governo. "Cose da fare, concrete - fanno notare testimoni della riunione - e non politica politicante". Che fine fanno i soldi del "tesoretto", tanto per dirne una, e non certo risse sulla leadership.
Così, per il 7 giugno sono stati convocati gli Stati generali della sinistra, la prima riunione di tutti i parlamentari della maggioranza che non sono entrati nel partito democratico. Quanto prima, poi, i segretari e i ministri di questa sinistra chiederanno un incontro a Prodi per decidere insieme su due questioni fondamentali per il futuro della maggioranza: la destinazione e l'utilizzo dell'extragettito - o tesoretto - e le linee guida del Dpef, il Documento di programmazione economica e finanziaria che sarà varato prima della pausa estiva. I ministri della sinistra, infatti, hanno "rimproverato" al governo di "non essere coinvolti nelle scelte economiche. Questi provvedimenti li vediamo solo nelle riunioni del Consiglio dei ministri, chiediamo che vadano almeno nel preconsiglio e che se ne possa discutere prima e insieme".
L'incontro, avvenuto stamani a palazzo Marini, segna una svolta nel centro sinistra. E serve anche a fare un po' di ordine. Per due ore segretari e i capigruppo di Rifondazione Comunista - Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore guidati da Franco Giordano e accompagnati dal ministro Paolo Ferrero - dei Verdi (Alfonso Pecoraro Scanio e Angelo Bonelli), della Sinistra democratica (Fabio Mussi, Giovanni Salvi e Titti Di Salvo) e dei Comunisti italiani (Oliviero Diliberto, Manuela Palermi e Pino Sgobio) - si sono confrontati non tanto sulle parole ma sul da farsi.
Tutti d'accordo che il turno di amministrative è stato un disastro di numeri e gradimento; che il Partito democratico è una realtà "che guai se dovesse fallire"; ma anche che "la sinistra radicale non può farsi inghiottire dal centrosinistra" e che, al di là degli accordi, il governo è e rimane debole. "Cosa succederà al Senato il 6 giugno quando sarà messa in votazione la mozione su Visco?" si sono chiesti in molti.
Date queste condizioni e premesse, meglio blindarsi e riunirsi. O confederarsi. "Non saremo un partito unico" avverte Pecoraro Scanio. Comunque "muoversi insieme" perché divisi non c'è strada. Agli Stati generali del 7 giugno prenderanno parte circa 150 parlamentari, un centinaio dalla Camera e una cinquantina dal Senato. "E' un processo politico irreversibile - dice il segretario del Prc Franco Giordano - l'unità a sinistra è già più avanti di quanto non sia il processo unitario nel partito democratico. A Prodi chiediamo un cambio di marcia soprattutto sulle politiche economiche e sociali e un coordinamento più stretto tra l'attività politica e quella parlamentare".
"Dopo quest'incontro ne promuoveremo un altro con lo Sdi nei prossimi giorni - ha detto Mussi - il processo dell'unità della sinistra italiana sta facendo dei passi significativi". E a proposito di cose da fare, il ministro dell'Università e "papà" di Sinistra democratica, suggerisce a Prodi di fare "un vero rimpasto di governo diminuendo anche il numero dei ministri". Mussi, se serve, pur di dare l'esempio, è pronto a farsi da parte.
Se questo secondo soggetto a sinistra, questa "sinistra alternativa" benedetta da Bertinotti ("All'Italia servono due sinistre, due aggregazioni in competizione tra loro") non sarà un unico partito, va detto che tra i quattro partiti c'è una buona convergenza sul modello di sistema elettorale da adottare (il proporzionale alla "tedesca") e sulla rispettiva collocazione partitica a livello europeo.
(31 maggio 2007)
cosa ne pensiamo??


















