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L'Impresa Di Marini
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Messaggio L'Impresa Di Marini 
 
Franco Marini ha ricevuto dal Presidente della Repubblica un mandato esplorativo per verificare se esiste o meno la possibilità di avere una maggioranza in Parlamento per formare un governo a tempo che si occupi di riformare la legge elettorale e di portare il Paese alle elezioni anticipate.

Ecco i primi dati:
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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
votasilvio ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Franco Marini ha ricevuto dal Presidente della Repubblica un mandato esplorativo per verificare se esiste o meno la possibilità di avere una maggioranza in Parlamento per formare un governo a tempo che si occupi di riformare la legge elettorale e di portare il Paese alle elezioni anticipate.

Ecco i primi dati:



bisogna vedere se poi i senatori "pro-voto" si comporteranno di conseguenza...





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"...Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo..."
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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
++ Fisichella: "Unica soluzione elezioni immediate" ++

++ Segreteria Nazionale Pdci: "ribadiamo la nostra totale indisponibilità a governi che si reggano sul sostegno della destra. Un governo delle larghe intese, un Governo con l'Udc sarebbe il Governo della Confindustria, del Vaticano, dei poteri forti. Se l'Unione si ricompatta per ridistribuire l'extragettito ai lavoratori bene, altrimenti - conclude - meglio le urne. Noi non siamo matti per quel che riguarda altri non resta che andare a vedere..." ++




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
votasilvio ha scritto: [Visualizza Messaggio]
++ Fisichella: "Unica soluzione elezioni immediate" ++

++ Segreteria Nazionale Pdci: "ribadiamo la nostra totale indisponibilità a governi che si reggano sul sostegno della destra. Un governo delle larghe intese, un Governo con l'Udc sarebbe il Governo della Confindustria, del Vaticano, dei poteri forti. Se l'Unione si ricompatta per ridistribuire l'extragettito ai lavoratori bene, altrimenti - conclude - meglio le urne. Noi non siamo matti per quel che riguarda altri non resta che andare a vedere..." ++




ahahah iniziamo di nuovo a contare.....BASTAAAAAAAA..votareeee!!!





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"...Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo..."
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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
sto preparando una cosa carina.. solo che domani ho un esame.. quindi non so se ce la farò... se ci riesco la metto in home




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
Il vecchio caprone di Napolitano continua il suo operato contro Berlusconi e gli Italiani, un vecchietto che , nascondendosi dietro alla sua importantissima carica istituzionale, non ha mai dimenticato la sua provenienza politica e durante questi anni sta restituendo il favore dell'elezione all'Unione scegliendo ogni volta di salvarli....Udc,An,Fi,Lega,Dca,Udeur,Destra,Partito Pensionati,Pdci chiedono elezioni immediate e lui cosa fa???..dà un incarico esplorativo a Marini e non pensa minimamente di sciogliere le camere....Questo presidente è la vergogna dell'Italia, è frutto dell'occupazione di tutte le cariche dello stato da parte della Sinistra...è semplicemente un vecchio da abbattere.

Mi sorge anche il dubbio che Napolitano sia davvero privo di qualsiasi forma di intelligenza, i numeri questo governicchio non li avrà mai nè tantomeno la capacità di far accordare le forze politiche per una nuova legge elettorale....che perdita di tempo




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
articolo tratto da "La Stampa" di Giovedì 31/01/2008

"O convinco il Cavaliere o rinuncio"

In principio il vecchio lupo marsicano non ne voleva proprio sapere. Resisteva. Mica come facevano gli antenati Dc, che decantavano «sono indisponibile», per poi farsi pregare «sei indispensabile!». Ancora martedì mattina Franco Marini, a chi lo spingeva ad accettare l’incarico, resisteva con argomenti solidi.

Alfine ha ceduto in virtù della moral suasion del Capo dello Stato e grazie all’appassionato pressing di Massimo D’Alema che, due giorni fa all’ora del caffè, era andato a fargli visita a palazzo Giustiniani: «Caro Franco, non puoi tirarti indietro...». Ma Franco Marini ha «ceduto» soprattutto perché a tutti - compreso il Capo dello Stato - è riuscito ad imporre le sue condizioni: «Sentite, voglio che sia chiaro subito: il mio sarà un tentativo serio, ma nella trappola della caccia al voto del singolo senatore non ci entro. A me di fare una governicchio non mi interessa, dimentichiamoci subito di andarci a cercare il senatore in più. Ho visto Prodi in questi due anni e non me la sento di fare una vita così!».

E a chi, tra i suoi interlocutori, gli obiettava che «intanto, per impostare la trattativa con la Casa delle Libertà, sarebbe opportuno avere una maggioranza anche minima in Senato», la risposta di Marini è stata brusca: «Ma allora non avete capito: io non voglio assolutamente legittimare la riabilitazione di quelli che hanno fatto cadere Prodi!». E se questa è la premessa, la conclusione del ragionamento del presidente incaricato è conseguente: «Io proverò a cercare una maggioranza larga per fare una riforma elettorale, un’impresa che si può tentare soltanto se ci sta Berlusconi, perché oramai è chiaro che Casini non si scopre». E se Forza Italia non ci sta e magari spuntano i voti per fare un governo? «Io non sono disponibile», ha ripetuto a tutti il presidente del Senato incaricato, anche a chi, come il Capo dello Stato, immagina che una riforma si possa inizialmente impostare anche con un margine ristretto per poi allargare il consenso. E su questo dunque Napolitano e Marini non la pensano allo stesso modo.

Ma la vera incognita, ciò che rende quasi impossibile la missione di Franco Marini è l’atteggiamento irremovibile di Silvio Berlusconi. Agli amici veri - Raffaele Bonanni, Beppe Fioroni, Nicodemo Oliverio - che gli chiedevano come si potesse scongelare il Cavaliere, Franco Marini ha risposto convinto: «Berlusconi ha tutto l’interesse ad avere una legge elettorale che gli consenta di governare senza incertezze. E d’altra parte io sono una persona seria. Se dico che si fa una riforma e poi si va a votare, tutti possono stare certi che mantengo l’impegno». Votare quando? Uno sguardo al calendario e Marini ha già deciso la data che proporrà ai partiti: «Si può andare a votare il 10 giugno. In fondo si tratterebbe di spostare le elezioni di sei, sette settimane rispetto alla data già ipotizzata, metà aprile».

Già, ma quale modello elettorale proporre a Silvio Berlusconi per smuoverlo? Sembra che Marini abbia intenzione di allettare il Cavaliere con la bozza Vassallo-Quagliariello (tecnici di fiducia di Veltroni e Berlusconi), una formula proporzional-maggioritaria che piace a Partito democratico e Forza Italia, lascia fredda Rifondazione comunista, ma anche Alleanza Nazionale e Lega. Basterà quella bozza a indurre il Cavaliere a dare il via libera (compreso l’indispensabile voto favorevole) al governo Marini? Per ridurre la caratura politica del suo governo, Marini immagina oltre ad una squadra stretta (12 ministri, un tetto di 50 poltrone, compresi viceministri e sottosegretari), ministri tecnici.

Contatti Marini non ne ha presi e ieri sera circolavano nomi puramente indicativi. Per l’Interno circolava l’ipotesi del prefetto Achille Serra; agli Esteri quello dell’ambasciatore a Washington Giovanni Castellaneta, di quello a Pechino Riccardo Sessa, dell’ex ambasciatore Sergio Romano; alle Rifome istituzionali quello di Enzo Bianco. Una cosa Marini l’ha decisa: nelle consultazioni, oltre ai partiti, vedrà le parti sociali (Confindustria e sindacati) e il comitato referendario. Naturalmente Marini sa che la via è stretta e che il Pd lo appoggia perché spera di guadagnare due mesi, contando che la redistribuzione del «tesoretto» prodiano possa ridare un po’ di fiato al centrosinistra. E Marini sa pure che sul suo probabile fallimento, potranno «giocare» Veltroni e D’Alema, per dire che la responsabilità della fine della legislatura, è stata di Berlusconi. Sfida quasi impossibile e Franco Marini lo sa. Ma ieri pomeriggio, uscendo dall’incontro con Giorgio Napolitano, chi lo conosce ha notato che il vecchio lupo era emozionato. Non gli capita spesso.

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mi sembra un ragionamento politicamente corretto. e' inutile, per un governo "di scopo" reggersi su uno/due voti come ha fatto Prodi, specialmente se si vuole riformare la legge elettorale.

il nodo centrale resta Berlusconi. senza di lui non si fa niente, viste le posizioni assunte dall'UDC dopo l'abbandono di Baccini-Tabacci che hanno formato la "Rosa Bianca"




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
Marini incontra sabato la società civile
Nel suo giro di consultazioni il presidente Franco Marini incontrerà anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo e i presidenti delle altre 8 associazioni di imprese firmatarie, nei giorni scorsi, del 'manifesto per la governabilita'". L'appuntamento, a Palazzo Giustiniani, è stato fissato per le 9.30 di sabato. Oltre a Confindustria ci saranno i numeri uno di Confcommercio, Confesercenti, Lega delle Cooperative, Confartigianato, Cna, Confagricoltura, Confcooperative e Casartigiani.


per carità..saranno importanti anche loro..ma sentire anche un po il popolo?


La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.






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"...Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo..."
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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
Sbagli, caro collega!

Il voto, suprema espressione del popolo sovrano, è difficile da attuare ed è solo l'estrema possibilità in mano a un Presidente della Repubblica

Non lo dico io, lo dice il "notaio". Dimentichi?
     




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votasilvio ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Sbagli, caro collega!

Il voto, suprema espressione del popolo sovrano, è difficile da attuare ed è solo l'estrema possibilità in mano a un Presidente della Repubblica

Non lo dico io, lo dice il "notaio". Dimentichi?
     



ahhhhhhhhhh...ok..allora stracciamolo quel pezzo di carta





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"...Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo..."
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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
Roma, 4 feb. (Adnkronos/Ign) - Giornata decisiva oggi per le consultazioni di Franco Marini. Sfilano davanti al presidente incaricato le delegazioni di An, FI e Pd. Dall'opposizione nessun passo indietro: si vada subito alle urne, è la richiesta dei leader Fini e Berlusconi.

"La cosa migliore per affrontare i gravi problemi del Paese è dare al più presto possibile un governo legittimato da un vasto voto popolare, nel pieno dei suoi poteri, che possa essere immediatamente operativo", afferma Silvio Berlusconi al termine del colloquio. L'ex premier spiega poi di aver manifestato "la disponibilità ad un dialogo con le persone di buon senso e di buona volontà dell'altra parte". Ora però "ci auguriamo che terminate queste consultazioni il capo dello Stato possa indire subito le elezioni".

Berlusconi liquida come "una inutile, incomprensibile e dannosa perdita di tempo" l'ipotesi di dar vita ad un governo per consentire lo svolgimento del referendum. L'ex premier ribadisce anche che l'attuale legge elettorale garantisce dei buoni effetti rispetto all'esigenza di governabilità. E afferma che in base ai sondaggi l'attuale distanza a favore del centrodestra rispetto al centrosinistra varia tra i 10 e i 16 punti.

Sulla stessa linea il leader di An. ''La nostra Costituzione non prevede la nascita di governi per far fare il referendum o di governi per modificare la legge elettorale'', precisa Gianfranco Fini al termine dell'incontro. Quindi, spiega, ''abbiamo invitato il presidente Marini a prendere atto della impossibilità di dar corso positivamente al mandato ricevuto e riferire di conseguenza al capo dello Stato'', anche perché ''ad avviso di Alleanza nazionale non esistono le condizioni per dar vita ad una maggioranza parlamentare finalizzata all'approvazione di una nuova legge elettorale''.

''La nostra Costituzione - aggiunge Fini - prevede la necessità di dar vita a governi basati sulla condivisione di un programma politico''.

Nel pomeriggio Marini incontrerà tre presidenti emeriti della Repubblica: alle 16 Francesco Cossiga, alle 16.30 Oscar Luigi Scalfaro e alle 17 Carlo Azeglio Ciampi. A quel punto, come annunciato nei giorni scorsi, sarà in grado di trarre le sue conclusioni prima di riferire, forse domani, al capo dello Stato Giorgio Napolitano.




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
++ MARINI AL QUIRINALE: NON HO TROVATO UNA MAGGIORANZA, RIMETTO IL MANDATO ++

Roma, 4 feb. (Adnkronos) - "E' diffusa tra le forze politiche la consapevolezza della necessita' di modificare la legge elettorale vigente. Non ho riscontrato pero' l'esistenza di una significativa maggioranza su una precisa ipotesi di riforma elettorale. Nel rammaricarmi della impossibilita' di raggiungere un obiettivo che ritengo necessario per il paese, voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato agli incontri. Per queste ragioni ho rimesso nelle mani del presidente della Repubblica l'incarico che mi e' stato conferito".




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Messaggio Re: L'Impresa Di Marini 
 
La quindicesima legislatura è ufficialmente finita. Napolitano scioglie le Camere

Non ci sono più dubbi. La quindicesima legislatura è ufficialmente finita. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo avere preso atto del fallimento del mandato esplorativo di Franco Marini, ha deciso di sciogliere le Camere e di avviare l'Italia verso nuove elezioni.

"Ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione", come si legge in un comunicato del Colle, il capo dello Stato riceverà alle 18 il presidente del Senato, Franco Marini, e un'ora più tardi quello della Camera, Fausto Bertinotti. L'articolo 88 della Costituzione, richiamato nel comunicato del Quirinale, recita: "Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura". L'annuncio ufficiale dello scioglimento è atteso per la giornata di mercoledì.

A questo punto, come anticipato da Affari, le elezioni politiche si terranno domenica 13 e lunedì 14 aprile. Su questa data infatti è stato trovato un accordo di massima tra i principali partiti.

E IL REFERENDUM, CHE DOMANI VERRA' INDETTO PER IL 18 MAGGIO PRIMA DI SCIOGLIERE LE CAMERE, SLITTA DI UN ANNO

Referendum indetto per il 18 maggio. Ma slitterà al 2009
Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto presidenziale con sui si indice per il prossimo 18 maggio il referendum sulla legge elettorale. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti. La consultazione, però, molto probabilmente non si terrà in quanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è pronto a sciogliere le Camere. Visto che le elezioni dovrebbero tenersi ad aprile, il referendum slitterà di un anno.

L'election day che accorpi elezioni amministrative e politiche "sarebbe giusto". E' quanto riferisce il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, lasciando Palazzo Chigi, al termine del consiglio dei ministri. "La mia opinione e quella del ministro Amato è che ci sia una coincidenza" tra le Politiche e le Amministrative, che dovrebbero tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno. Per questo, se si votasse per le elezioni politiche il 13 e 14 aprile, occorrerebbe un provvedimento per l'anticipo della consultazione amministrativa. "Ora valuteremo gli aspetti, eventualmente questo sarà previsto in un provvedimento sugli aspetti tecnici del voto che potrebbe essere adottato dal prossimo consiglio dei ministri", aggiunge Chiti.




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