Il rettore si rammarica "Apprendo della decisione della Santa Sede e la rispetto, anche se con rammarico". Questo il commento del Rettore dell’Università La Sapienza di Roma Renato Guarini. "L’incontro con il Pontefice - afferma Guarini - poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l’impegno per l’abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca. L’incontro con il Pontefice poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l’impegno per l’abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca. L’ascolto della voce di uno studioso che ha scritto su temi del nostro tempo sarebbe stato alimento per la libertà delle coscienze e per tutti coloro che si interrogano laicamente".
La prefettura Nel corso della riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico di questa mattina in prefettura non è emerso alcun motivo legato a problemi di sicurezza o di ordine pubblico in base al quale dovere annullare la visita del Papa alla Sapienza prevista per giovedì, fa sapere il Viminale. Al vertice, al quale era presente oltre al prefetto Carlo Mosca, al questore Fulvi anche il responsabile della sicurezza vaticana Domenico Giani, era stato predisposto tutto il dispositivo da mettere in atto per la visita papale. E quindi pare un problema più di immagine che di sicurezza. La visita del Papa alla Sapienza sarebbe stata annullata, per motivi di opportunità legati più che altro all’effetto che avrebbe potuto avrere una contestazione verso il Santo Padre, ripresa dalle telecamere e che avrebbe fatto rapidamente il giro del mondo. È questo quanto riferito da alcune fonti che hanno preso parte questa mattina al comitato provinciale per la sicurezza, al quale hanno ha partecipato anche la gendarmeria vaticana. Ma, invece, dalla Santa Sede fanno sapere che la scelta sarebbe stata presa per ragioni di sicurezza.
Rimango incredulo, esterefatto, e mi vergogno di abitare in Italia! Da quando Prodi è al governo tutte le masse sinistre fanno da padrone gettando continuamente fango sul nostro ex bel paese come veniva definito.
Ma ci rendiamo conto ragazzi? Collettivi universitari di sinistra e centri sociali aggregati hanno vinto la loro sporca e ignobile battaglia e costringendo il povero Santo Padre a rimanere in Vaticano: è oltremodo vergognoso e mi schifo di questi merdosi comunisti che frequentano una facoltà così prestigiosa e conosciuta qual è La Sapienza e della "meravigliosa" delegazione di professori,sempre di sinistra, che ha appogiato queste iniziative anticlericali.
E poi vediamo pietose scene di ipocrisia alla Mussi, che alla Camera va a riferire (sapendo invece di mentire a se stesso, alla popolazione e al suo credo politico) che è ammareggiato per la scelta del Papa di non andare e inveisce (in maniera falsa e ridicola) contro i NO VAT e i collettivi contrari all'arrivo del pontefice nell'università capitolina. Che vergogna che tristezza.
Mi permetto poi ti aggiungere le ancor più ipocrite dichiarazioni di mortadella, almeno tacesse quando c'è bisogno di stare zitti e di scavarsi una fossa e seppelircisi dentro, invece no, il cretinetti vuole essere anche lui partecipe a questa pagina nera che oggi è stata scritta non capendo però che è a causa sua e del suo governo che tale atto ignobile è stato perpetrato e portato a termine
ALCUNE IMMAGINI DELLA VERGOGNA
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Comunista è chi legge Marx e Lenin. Anticomunista è chi li capisce.
Dicono che ci siano due posti dove il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno, e all'inferno, dove c'è l'hanno già.
Ronald Reagan
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