La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili i tre quesiti referendari in materia di legge elettorale promossi dal comitato capeggiato da Mario Segni e da Giovanni Guzzetta. «Sono emozionato e commosso», sono state le prima parole di Segni dopo la decisione della Consulta.
Ecco i tre quesiti referendari:
1) Possibilità, alla Camera Dei Deputati, di un collegamento tra le liste, in modo che il premio di maggioranza venga attribuito alla lista con più voti
2) Possibilità, al Senato Della Repubblica, di un collegamento tra le liste, in modo che il premio di maggioranza venga attribuito alla lista con più voti
3) Divieto di candidarsi in più collegi elettorali
Ora la palla passa al Governo, e Prodi ha una importantissima decisione da prendere: per legge, se le Camere non dovessero essere sciolte prima di aprile, il referendum cadrebbe in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Prodi ha un grande potere perchè sappiamo che più si avvicinano le feste e meno persone si recano al seggio. Ma spero vivamente che, una volta tanto, venga presa la decisione più giusta e la data venga fissata a Maggio.
Ecco ora un tasto dolente: il governo sarà ancora in piedi per quelle date? Camelot mi ha aiutato ed è andato a ripescare le parole del dimissionario Ministro Della Giustizia Clemente Mastella. Ecco cosa diceva un annetto fa:
“Lo dichiaro con molta obiettività. Se c’è il referendum, prima ci sarà la crisi”.
“Lo dico con chiarezza quando si andrà al referendum noi non ci saremo. Il rischio è la crisi di governo se c’è il referendum. Questo senza nessun timore di smentita”.
Ovviamente è solo un caso che il casino che è scoppiato e che è culminato con le dimissioni di Mr. Ceppaloni sia avvenuto in una data così importante

















