I militari sono stati colpiti in modo lieve al collo e alla nuca da alcune schegge. Il loro mezzo è rimasto coinvolto in un'esplosione STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
KABUL - Ancora gli italiani nel mirino in Afghanistan. In mattinata, intorno alle 10.20 locali, un convoglio del Provincial Reconstruction Team italiano ad Herat, composto da due mezzi in normale attività logistica, è rimasto coinvolto in una esplosione. Lo riferisce l'ufficio pubblica informazione di Isaf Rc-West. In seguito alla deflagrazione due militari italiani, presenti all'interno del secondo mezzo, un Toyota Prado, sono rimasti lievemente feriti e sono stati soccorsi e condotti presso il Role 2 di Herat.
ESPLOSIONE - Il convoglio italiano si trovava sulla strada che collega la città di Herat con l'aeroporto, dove ha sede il quartier generale della Regione Ovest di Isaf al cui comando è il generale Antonio Satta. Al momento sono in corso gli accertamenti del caso per determinare il tipo di ordigno utilizzato.
I DUE FERITI - I due militari italiani rimasti lievemente feriti nell’esplosione che questa mattina ha investito un convoglio del Prt ad Herat, nell’ovest dell’Afghanistan, sulla strada che dall’aeroporto conduce in città, sono «entrambi appartenenti al 151esimo Reggimento Fanteria Sassari» ed erano all'interno del secondo mezzo. Si tratta del caporal maggiore scelto Giuseppe Deias, di Oristano, e del caporal maggiore scelto Alessandro Murgia, di Cagliari. I due hanno riportato ferite leggere al collo e alla nuca causate da schegge.
Corriere.it
ROMA - Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, riferirà domani in Parlamento sui rinforzi per i militari italiani in Afghanistan. Il ministro, davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, illustrerà come il Governo intende adeguare le dotazioni del contingente, anche dopo le richieste provenienti dagli stessi militari. Il 6 maggio scorso il generale Antonio Satta, comandante della regione ovest dell'Isaf - illustrando la situazione al ministro Parisi, in visita ad Herat - aveva sottolineato che "nell'ultimo periodo si è riscontrato un incremento della minaccia, con particolare riferimento all'impiego di ordigni esplosivi improvvisati e alla frequenza di attacchi, condotti da piccoli gruppi di ribelli nei confronti di Isaf e soprattutto delle forze di afgane". Da qui "l'opportunità - ha detto Satta - di incrementare le capacità di osservazione e controllo del territorio e di protezione e difesa del personale".
"chissà cosa ne penseranno diliberto e giordano..."
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"...Noi siamo l’Italia umile e tenace, operosa e positiva, che è la maggioranza del Paese, che non accetta l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria che le viene imposta da un governo di minoranza, un governo dominato da una sinistra estrema e fondamentalista, che affonda le sue radici nella perversa ideologia del comunismo..."




















