ROMA - Pressato da destra e da sinistra, Romano Prodi (che continua a dirsi "ottimista"), si prepara ad affrontare lo scoglio dell'approvazione del decreto sulla sicurezza. Dovendo fronteggiare i no della Cdl e della sinistra estrema. Ma, nonostante tutto il premier si dice "ottimista" e alla Cdl manda a dire: "Facciano quel che vogliono".
E da destra il leader di An Gianfranco Fini sbatte la porta al dialogo: "Non ci sono le condizioni per votare questo testo". Chiede modifiche il centrodestra, legandolo al voto in senato. "Presenteremo pochissimi emendamenti unitari, cinque o sei, e se non verranno accolti voterà contro". Ma anche da sinistra sale il coro delle proteste. Di segno diverso ma ugualmente preoccupanti per Prodi: "L'apertura alle destre e ad un'impostazione xenofoba sarebbe sbagliata politicamente e in genere per lo stato di diritto" tuona Giovanni Russo Spena di Rifondazione. Spinte contrapposte che mettono Prodi in una situazione difficile da gestire. Con Piero Fassino che apre all'accordo: "Si può trovare un'intesa sulle modifiche chieste dalla Cdl". Con Rutelli che rilancia: "Siamo prontissimi ad accettare emendamenti migliorativi, ma non provocatori". E con Fini che dice: "Bene, ma bisogna vedere che dice la sinistra radicale".
Le richieste della Cdl. "Nel testo - sottolinea Fini - non c'è la norma che abbiamo tutti invocato per l'espulsione dei cittadini comunitari anche per coloro che sono nell'impossibilità di dimostrare un reddito e anche per la parte relativa alle espulsioni attraverso un intervento coatto. Nel testo - ha concluso Fini - non c'è nulla di esplicito. Di conseguenza - prosegue - presenteremo degli emendamenti unitari che recepiscono questi principi. Se però il testo è quello presentato alle Camere noi della Cdl non lo votiamo".
Azione in due fasi. Il centrodestra, precisa poi il capogruppo della Lega al Senato Roberto Maroni, ha messo a punto "un'azione in due fasi" perché "il decreto non risolve il problema della sicurezza". La prima è costituita dagli "emendamenti al decreto", la seconda da una nuova "proposta più generale sulla sicurezza condivisa da tutta l'opposizione".
Le sfumature di Casini. Auspica un'intesa tra maggioranza e opposizione e chiede che "l'opposizione si presenti unita". Pier Ferdinando Casini conferma poi che sono tre i punti che l'opposizione ritiene imprescindibili perchè il decreto sia votato: più fondi alle forze di polizia, che le espulsioni siano reali ("non basta un foglio di via"), e che "chi non ha lavoro non possa rientrare in Italia" dove in tali condizioni finirebbe preda della criminalità organizzata.
















