Il sottoscritto non ascolta abitualmente i “Club Dogo”, ma, ridendo e scherzando in macchina con alcuni amici, ho ascoltato una loro canzone. Ad un certo punto uno dei componenti del gruppo (presumo Guè Pequeno) ha rappato una frase che mi ha fatto ricordare alcune cose. La strofa, a memoria, era questa: “sento più cazzate su di me che sui processi a Berlusca”. E ripeto, mi ha fatto ricordare alcune cose; una in particolare. In uno dei tanti pomeriggi di questa pazza estate mi è capitato di leggere un interessantissimo post sul blog ti Tulkas. Il fatto che il post fosse interessante non lo dico io, ma il numero e il tipo di commenti. Argomento? Ovviamente la storia giudiziaria di Silvio Berlusconi che, come ricordano i Club Dogo, di processi ne ha subiti davvero tanti, sin dal 1993 (quando già si andava delineando il progetto di Forza Italia). Cosa scriveva Tulkas? Una cosa che sicuramente ha fatto pensare non poche persone: Berlusconi è incensurato. Sì, incensurato. Mentre sono in tanti quelli che oggi parteciperanno al V-Day di Beppe Grillo, convinti che con la sua proposta di ineleggibilità per i condannati si possa davvero mettere fine alla vicenda politica di Berusconi, oggi voglio riproporre questo intervento, con la speranza di contribuire alla causa che combatte “l’Antiberlusconismo per partito preso” o meglio, per “malainformazione presa”. Mi scuso fin da ora con Tulkas se riprenderò alcuni passaggi del suo post, ma se lo faccio è solo perché condivido in pieno quanto scritto.
Berlusconi è una figura enigmatica: ha saputo dividere l’Italia come mai nessuno prima di lui: Santo o mafioso? Angelo o Demone? Ricco o Ladro? C’è una grande differenza da evidenziare: mentre la fiducia di chi lo crede un bene prezioso per l’Italia, il Cavaliere se l’è conquistata solo e soltanto con quello che ha detto, fatto o anche, perché no, cercato di fare, gran parte (se non tutta) la “zone d’ombra” intorno a Berlusconi è stata costruita ad arte, fin da quando qualcuno ha incominciato a capire cosa sarebbe cambiato con la sua discesa in campo. Ed ecco, di punto in bianco, un’infinità di processi, avvocati, accuse pesanti. Che, immancabilmente, tornano a conquistare i media nazionali in prossimità di TUTTE le tornate elettorali. L’obiettivo è semplice: gli Italiani devono capire che Berlusconi è pericoloso, così quando vanno a votare danno fiducia a Caruso, D’Elia ecc.. insomma, alle brave persone. Ma proprio la cadenza regolare di queste ventate di infamie dovrebbe indurre a credere che l’AntiBerlusconismo è in gran parte un artefatto diretto da abili registi. Per carità, ci sono quelli che sono semplicemente delusi dalla sua politica, ma sono nulla in confronto a chi, intervistato sulle intenzioni di voto, risponde semplicemente: “no, io quel criminale non lo voto”.
Ma Berlusconi ha resistito a tutto questo accanimento giudiziario e mediatico per oltre 13 anni, ed ora ogni accusa sta crollando miseramente. A nulla sono servite 2242 udienze e le ingenti spese che tutti noi, con le nostre tasse, abbiamo dovuto pagare: Berlusconi è un uomo incensurato, mai una condanna a suo carico. Ma, come ricorda Tulkas, la malainformazione ha fatto il suo dovere (ma la stampa non era in mano a Silvio?) e in giro per l’Italia e per il web c’è ancora chi è convinto, per esempio, che Fininvest sia nata grazie a fondi mafiosi. A loro non importa se Giuffrida (colui che a suo tempo disse di non essere in grado di ricostruire una decina di transazioni agli albori dell’azienda del Cavaliere) ha ufficialmente ritirato tutte le accuse, dimostrando la provenienza di quel denaro; ormai sono davvero convinti, convinti da prove che non esistono. Ma le imputazioni che la malainformazione fa pendere sul capo di Berlusconi sono molteplici. La più famosa è certamente la falsa testimonianza sul caso P2. In molti, infatti, scrivono che non è vero che Berlusconi non sia mai stato condannato e, con un abile copia e incolla, ti propinano la balla secondo la quale Berlusconi sarebbe stato condannato per falsa testimonianza. Per fare chiarezza una volta per tutte su questa vicenda riporto pari pari dal blog di Tulkas alcune considerazioni:
non ci può essere stata condanna perchè non c'è stato alcun processo. La sentenza (di non luogo a procedere) di cui parlano è quella della SEZIONE ISTRUTTORIA della corte d'appello di Venezia: per intenderci non c'era nemmeno la difesa, si doveva solo stabilire se fare o meno il processo. In qualunque modo Travaglio manipoli i documenti processuali la sostanza rimane questa. Il loro desiderio di sapere che Berlusconi sia colpevole di un qualsiasi reato è tale che Travaglio gli ha spacciato tutto questo come una "condanna" (e vendendo migliaia di libri...).
Come ho scritto all’inizio, citando una canzone (tralatro non so cosa intendesse il rapper in particolare…) di cazzate “sui processi a Berlusca” ce ne sono state tante. Vediamo di non fare i pecoroni e di non seguire il gregge senza cercare di sviluppare un pensiero autonomo. Fatelo almeno per non risultare ipocriti quando accusate i forzisti e i berlusconiani di essere a loro volta dei pecoroni.


















