Perché Berlusconi ha preannunziato con data fissa la caduta del governo Prodi, non pensando che proprio la sfida avrebbe reso più difficile la libera uscita dei dissidenti della maggioranza? Non ha pensato che la prima donna diessina del Senato, Anna Finocchiaro, poteva accusarlo di comprare i senatori? Questa donna ha coraggio perché dice un'enormità. Se Berlusconi avesse comprato i senatori, lo avrebbe fatto con i suoi soldi. Se si guarda alla trattativa pubblica che Prodi ha condotto, dando a ciascun componente del governo il suo pezzetto di interesse, appare chiaro che il Professore ha comprato i senatori con soldi pubblici.
Berlusconi ha sostenuto questa linea per un principio: quello di esprimere la delegittimazione dell'attuale governo. Una tesi che egli ha sempre sostenuto, sin da quando la maggioranza ha occupato tutte le cariche istituzionali e ha proceduto a cassare la legislazione del governo precedente, come se avesse veramente battuto il berlusconismo. Invece non era così. Come disse efficacemente Emanuele Macaluso: «Berlusconi ha perduto, ma Prodi non ha vinto». E non ha vinto nemmeno nel corso del governo, quando la rabbia, specie nel nord, contro il mercato continuo di denaro pubblico fatto a vantaggio della casta della sinistra, è divenuto uno tsunami, un'ondata profonda e anomala mai vista prima.
Berlusconi ha voluto dire un no assoluto a Prodi. Ha compreso che il suo popolo non può accettare alcun compromesso con questa maggioranza. Invece i suoi alleati, soprattutto Fini più ancora di Casini, lo volevano perché l'obiettivo di An e dell'Udc è di far sì che le elezioni non avvengano nel 2008. Questi, beneficiati da Berlusconi in politica, sono i più pericolosi antiberlusconiani. Sperano che nel 2009 Berlusconi abbia un anno in più e non si possa candidare alla direzione del governo. E quindi sotto a chi tocca: Fini? Casini? O un terzo incognito? Berlusconi ha voluto rimanere fedele al suo popolo come il suo popolo è rimasto fedele a lui e non accetta alcun accordo con la maggioranza che non preveda le elezioni immediate nel 2008. Egli esclude il governo istituzionale e si chiama fuori da ogni soluzione di compromesso con questo governo e con questa maggioranza. E fa bene, perché il nostro popolo ritirerebbe anche al leader la fiducia se lo vedesse convinto che con il governo Prodi si tratta.
Il dossettiano Prodi è il peggio del peggio, anche perché esprime la linea di quello sciagurato anti-Papa che fu don Giuseppe Dossetti. E per questo, contro i post-democristiani e i post-comunisti, contro la maggioranza del Partito Democratico, il Professore vuole governare con Bertinotti e con tutti i frammenti dell'Unione di destra e di sinistra. Se il Partito Democratico vuole governare con Prodi, sarà travolto da un popolo di sinistra che ha prodotto l'antipolitica contro i suoi partiti storici.
L'articolo lo trovate qui: Berlusconi con il suo popolo
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Comunista è chi legge Marx e Lenin. Anticomunista è chi li capisce.
Dicono che ci siano due posti dove il comunismo funziona: in cielo, dove non ne hanno bisogno, e all'inferno, dove c'è l'hanno già.
Ronald Reagan
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