Admin
Mar 24 Apr, 2007 17:35
Si uniscono e allo stesso tempo si dividono..
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Roma, 24 apr (Velino) - “La scelta di Angius è coerente. Il congresso del partito non ha risposto in maniera soddisfacente a nessuna delle questione poste dalla nostra mozione. Si può dire che, a Firenze, il vaso ha traboccato”. Lo afferma al VELINO il deputato Ds Franco Grillini, uno dei primi firmatari delal Terza mozione, commentando a caldo l’annuncio del vicepresidente del Senato di lasciare la Quercia e di non aderire al partito Democratico. Angius ha fatto sapere che spiegherà i motivi della sua scelta in una nota che diffonderà nel pomeriggio, ma intanto il suo abbandono pone gli altri sostenitori della III mozione di fronte a un dilemma, testimoniato da Grillini “Era una decisione che era nell’aria, ora si tratta di capire cosa accadrà. Per quello che mi riguarda, deciderò con cautela. Non è scontato che, chi seguirà Angius, dovrà aderire al gruppo di Mussi. Caldarola, per esempio, si è iscritto al gruppo misto. Ma vedremo”.
"Ho creduto profondamente in ciò che ho detto al Congresso e ho scritto nella Mozione. Come ho rimarcato più volte non sono disponibile, e con me tanti altri compagni, ad uscire dal socialismo europeo e a rinunciare ai principi che abbiamo affermato in questa difficile battaglia congressuale. E' chiaro ed evidente come riportato dai più importanti organi di informazione che da sabato i Ds sono sciolti e la fase costituente è largamente predeterminata. Questo mio dissenso non è compatibile con la mia partecipazione alla ‘fase costituente’". E' uno dei passaggi salienti della lettera, indirizzata al segretario della Quercia Piero Fassino, motiva l'abbandono dei Ds e la non adesione al Pd. "Nel mio intervento al Congresso - spiega Angius - ho detto che avrei atteso la conclusione delle assise dei Ds e della Margherita per trarre le mie conclusioni sulla nascita del nuovo partito. Con il dispositivo votato simultaneamente dai due Congressi, che è ciò che davvero conta, quello dei Ds e quello dei Dl, si ‘assume il Manifesto dei saggi di Orvieto come orizzonte ideale e punto di riferimento in relazione ai contenuti politici, culturali e programmatici’".
"Questo implica, come è scritto sul Manifesto, anche la non appartenenza del nuovo partito alla più grande casa del riformismo europeo, il Pse. I punti fermi della nostra proposta politica erano appartenenza al PSE, laicità , garanzia di una fase costituente aperta e non chiusa ai soli Ds e Margherita. Il dibattito congressuale - prosegue - ed il dispositivo inclusivo non hanno dato alcuna risposta politica concreta. Di consenguenza non parteciperò al Comitato promotore per il Pd votato dal nostro Congresso che avvia la nascita del nuovo partito. E' una decisione per me sofferta e difficile. Ma coerente con ciò che penso e sento. Non penso che tutti i riformisti italiani stiano nel Pd. Credo nella necessità storica della presenza, oggi e domani, in Italia di una autonoma forza democratica e socialista, laica, riformista e parte integrante del Partito del Socialismo Europeo. Resto convinto - conclude Angius - che l'esigenza politica essenziale non solo per noi era ed è la coesione politica dell'Unione, come condizione primaria per garantire al Governo Prodi l'efficacia e l'affidabilità della sua azione riformatrice, di cui l'Italia ha bisogno nel quadro del bipolarismo italiano che vedo apertamente messo in discussione".
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Admin
Mar 24 Apr, 2007 17:37
Re: Si uniscono e allo stesso tempo si dividono..
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si uniscono e per unirsi si dividono..non sanno stare insieme nemmeno nello stesso partito...divisi in casa prima...separati dopo la nascita di questo nuovo "soggetto politico" penosi..
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libertas
Mar 24 Apr, 2007 18:25
Re: Si uniscono e allo stesso tempo si dividono..
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Ma come può essere unita una coalizione fatta di parti incompatibili? Ribadisco, si sono scelti e si sono uniti in nome soltanto dell'odio verso Berlusconi...altro non hanno in comune...litigheranno in eterno...buon per noi!
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votasilvio
Mar 24 Apr, 2007 21:11
Re: Si uniscono e allo stesso tempo si dividono..
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credo che il problema del Partito Democratico e delle scissioni (annunciate e puntualmente arrivate) all'interno dei DS vada affrontato con un'analisi seria visto che il futuro del Paese dipenderà anche (e in grossa misura) dalla nascita di questo grande movimento (contrapposto - si spera - a una formazione moderata di centrodestra con almeno FI-AN e parte dell'UDC)














