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Lun 23 Apr, 2007 12:55
Rame, l’attrice che fa il lifting per recitare in politica
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Dopo sessant’anni di teatro, Franca Rame ha trasferito il suo palcoscenico in Senato dove si applica a disonorare un’onorata carriera. Attrice simbolo della disobbedienza civile, è diventata l’emblema dell’obbedienza alle logiche di partito. Ruggente sulla scena contro le guerre, ha belato in Parlamento approvando la missione afgana e il capriccio dalemiano di una spedizione in Libano. Così ha interrotto la serie dei maschi voltagabbana e ci ha regalato la novità di un trasformismo politico in graziose fattezze femminili.
Sulla leggiadria della senatrice di Italia dei Valori non si discute, nonostante i 77 anni. Ha fatto di recente anche un lifting, collo-zigomi-occhi, di cui aveva pochissimo bisogno ma che comunque l’ha resa ancora più fresca. Due giorni di ricovero alla clinica Villa Letizia di Milano, lo sgancio di 20mila euro per bisturi e soggiorno, e la pupilla di Totò Di Pietro è tornata sullo scranno in tempo per approvare l’ampliamento della base Usa a Vicenza e un paio di guerre italiane nel mondo.
L’umana decisione di ricorrere al plastico ha fatto un po’ di scalpore solo perché presa da una sinistrorsa tutto tondo come Franca, sempre pronta a tuonare contro gli sprechi dei ricchi. In effetti, 40 milioni di lire per spianare pochi centimetri di pelle, non sono esattamente una bazzecola. Per di più, la signora pareva contraria a queste pratiche. Quando il Cavaliere si era sottoposto al trapianto dei capelli, lei e il marito Dario Fo lo avevano preso per i fondelli nella fondamentale piéce teatrale, l’Anonimo bicefalo. Era inoltre noto che lo stesso Totò, suo leader, disprezzava la chirurgia estetica. Infatti si tiene le pronunciate borse agli occhi, preferendo la sua virile devastazione a un poco maschio ritocco. Contrarietà che risulta per tabulas da una dipietresca dichiarazione di un paio di anni fa, riferita al vanitoso Berlusca «C’è gente che pensa al lifting invece di pensare ai soldati di Nassirya che rischiano la vita». Troppo galante però per rimproverare alla senatrice la sua debolezza, Totò si è perfino congratulato con Franca per il nuovo look.
Tra i due c’è un vecchio feeling di marca girotondina che risale ai tempi di Tangentopoli. Questo spiega perché l’attrice si sia candidata con l’ex pm, noto populista di destra, anziché coi comunisti di Fausto Bertinotti o di Oliviero Diliberto, a lei tanto più affini. Fu Leoluca Orlando, pure lui di Idv, a farle la proposta nel febbraio 2006, a due mesi dalle elezioni. La signora, che ama le iperboli, ha dichiarato che non dormì otto notti prima di accettare. Alla domanda sul perché scegliesse Di Pietro rispose «Perché lui ha fatto saltare un sistema, ha fatto pulizia e ha fatto sorridere gli italiani». Spiegò poi che scendeva in campo per tre ragioni. La prima è che «sono donna, e le donne in politica scarseggiano». La seconda perché «altrimenti la gente di sinistra potrebbe disertare le urne in mancanza di candidati credibili», con ciò sottintendendo che, quanto a lei, lo era al massimo grado. La terza «per mandare a casa Berlusconi» di cui si era fatta questa opinione «Un comico, un bugiardone. Ma come si fa a prenderlo sul serio? Diteglielo che non ci sono più i comunisti. La sinistra dovrebbe smetterla di rispondere a quello che dice. Dovrebbe andare nei comizi e fare solo grandissimi cori “Bugiardo, bugiardo, bugiardo”».Giunta a Palazzo Madama, Franca ha voluto a ogni costo entrare in commissione Bilancio, soffiando il posto al senatore a vita, Carlo Azeglio Ciampi, che credeva, come ex governatore di Bankitalia, di avere qualche carta in più da giocare. Ma la Rame disse che voleva combattere gli sprechi di Stato, forte della sua esperienza di amministratrice della compagnia teatrale Rame-Fo. A dimostrazione, espresse alcuni profondi concetti di finanza pubblica. «Mi sconvolge il debito pubblico. Chissà perché lo chiamano pubblico... noi cittadini non c’entriamo nulla con quei denari sprecati e buttati». Le fu chiesto come intendesse provvedere. «Non certo con tagli di spesa - rispose - ma riducendo gli sprechi». Della serie, mangio ma digiuno, parlo ma taccio, dormo ma veglio. Si è poi stupita che i parlamentari prendano 16mila euro al mese e vadano in pensione dopo 35 mesi anziché 35 anni come i comuni viventi. Ha quindi spiattellato sul suo sito internet tutti i privilegi dei colleghi, sdegnata con loro e soddisfatta di sé che gode dello stesso trattamento. Una e doppia senatrice quando passa alla cassa a intascare l’indennità mensile, cittadina indignata gli altri giorni del mese.
Il Giornale
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libertas
Lun 23 Apr, 2007 22:05
Re: Rame, l’attrice che fa il lifting per recitare in politi
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Mitico questo post...mai potrei quotare + pienamente di così!
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laura-f-2007
Mar 24 Apr, 2007 18:58
Re: Rame, L’attrice Che Fa Il Lifting Per Recitare In Politi
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il giorno di paga arriva per tutti, ma nessuno rinuncia ai privilegi acquisiti.














