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Admin
Mer 04 Apr, 2007 09:04
La sinistra è in crisi, ma nessuno ne parla
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Vi propongo un interessante articolo di Pietro de Leo tratto da Ragion Politica
Ormai è assodato: il fatto politico del momento è la divisione del centrodestra, la Casa delle Libertà che va a fuoco causando lo sgomento degli elettori. Come dice il motto, però, se Atene piange, Sparta non ride. Anzi, forse piange pure di più. Ma quella che, con una certa vena nazional-popolare, è chiamata la «grande stampa», non se ne accorge, e tutto passa in secondo piano. La sinistra, insomma, è sempre la sinistra. Divisa, rissosa, incapace di puntare un obiettivo politico e seguire una direzione precisa. Una coalizione di governo ha l'obbligo morale non tanto della coesione perenne, quanto della capacità di saper dare una risposta unitaria ai principali nodi politici. Cosa che non sta facendo l'Unione. La querelle sul voto del centrodestra in Senato sul rifinanziamento della missione in Afghanistan ha oscurato l' esistente divario tra la sinistra moderata e la sinistra estrema sulla politica estera. Restano, inoltre, le solite divergenze sulla famiglia e sui rapporti con il mondo cattolico, che fanno sorgere seri dubbi circa l'opportunità politica - e culturale - dell'alleanza tra i «cattolici di sinistra» e i comunisti anticlericali.
Oltre a tutto ciò, c'è il cammino tortuoso del Partito Democratico. I Ds, addirittura, marciano verso un'altra scissione, quella messa in atto dalla corrente di Fabio Mussi. A quanto sembra, i presupposti del partito unico sono lontani da venire. Obiettivamente, sarebbe alquanto improbabile vedere un serio cammino di avviamento verso il Pd prima della caduta di Prodi, perché, se così non fosse, la necessaria divaricazione tra leadership e premiership farebbe subito nascere un'altra crisi interna al centrosinistra. Prodi, infatti, è solo il punto di riferimento di un preciso estabilishment, non certo un leader politico, e una sua significativa corsa in avanti per mettere il cappello su un'operazione come quella del Partito Democratico farebbe sorgere più di un grattacapo nelle attuali dirigenze di Ds e Margherita.
A questo si deve aggiungere l'immobilismo governativo e progettuale. Prima delle elezioni politiche del 2006, l'Unione presentò un programma elettorale di quasi trecento pagine (forse con la speranza che nessuno lo leggesse per intero); ciò che è stato fatto in questi dieci mesi, invece, non basterebbe nemmeno per riempire un capitoletto. Anzi, forse l'unica cosa veramente rilevante da descrivere sarebbero tutti i benefici che hanno ottenuto le Coop. Ogni settimana, i giornali ci parlano delle novità che le riguardano: la prossima «aspirina Coop», addirittura il «telefonino Coop», per non parlare delle liberalizzazioni sulla benzina, che finiranno per avvantaggiare la grande distribuzione soffocando quella piccola. Il (libero) mercato ringrazia. A parte questo, continua l'inesorabile cammino verso il nulla; una imperterrita crociata a favore del ritorno alla scuola centralista e il continuo rimandare sine die la riforma previdenziale. E meno male che ci avevano promesso «la serietà al governo»!.
beh parliamone noi!!
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votasilvio
Mer 04 Apr, 2007 21:44
Re: La sinistra è in crisi, ma nessuno ne parla
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beh... le argomentazioni sono abbastanza convincenti














